Il modello strategico di Google è la Universal Search

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Ahimè non è un luogo comune ma per capire cosa succederà in Italia bisogna guradare a cosa succedeva in america 3 anni or sono: le nostre novità di oggi erano le loro beta di allora. Attive prima solo in San Francisco poi in California, poi tutto US, poi in UK e quindi nel resto d’Europa.

Così sta accadendo che tanti si stiano entusiasmando per il Google Shopping o si stiano interrogando su Google Panda o  tanti tra un po’ inzieranno ad incuriosirsi per Google Cart o le Extension (a shampista non stiamo mica a parlà delli capelli! :). Ma non sono singoli avvenimenti o delle prove a caso che forse avranno successo o  falliranno, sono elementi di una strategia lucida e ben delineata concepita e condivisa alcuni anni orsono: l’Universal Search.

Per capire i cambiamenti del presente e riuscire a gestire i cambiamenti per essere pronti per il futuro prossimo è necessario capire l’approccio che sta alla base. L’Universal Search propone un Long Wow di continui piccoli cambiamenti nell’interazione che ambiscono a sublimare le funzioni principali con cui si fruiscono i siti all’interno della pagina di ricerca stessa.

Fino a poco tempo fa esisiteva una pagina per cercare le immagini separata dalla pagina di ricerca dei contenuti. I video erano parte di un’altra ricerca. Adesso a secondo dell’ambito ricercato all’altezza del 4° risultato si vedono diverse immaginette o si può accedere ai contenuti video. Quindi i primi 3-6 risultati di quelle che prima erano pagine di ricerca distinte ora vengono rappresentate congiuntamente.

Stanno iniziando a comparire anche i prodotti con una gestione simile a quella che fu per le immagini, progressivamente e tra un po’ molto di più.

Essere presenti con un’imagine nel listing o far vedere un video del proprio prodotto attrae l’attenzione e aumenta i click. Una corretta strategia di gestione dei contenuti deve ambire a capire ed influenzare gli elementi che in una pagina di risultato facciano comparire un risultato organico, un’immagine e/o un video, un risultato a pagamento  ed il prodotto.

Presto sarà la volta delle funzionalità: ad esempio la possibilità di aggiungere direttamente un prodotto al carrello, vedere le promozioni geolocalizzate – local deals – sulle mappe vedere i rating & reviews di un albergo.

Un punto importante che spesso non consideriamo, che diamo per scontato è il criterio con cui vengono erogati questi contenuti aggiuntivi. Mi spiego meglio, se cerco il nome di un locale di Milano a volte mi fa vedere la mappa con il numero di telefono, a volte invece semplici liste di risultati. Quando cerco il titolo di una canzone a volte visualizzo i link a youtube, a volte invece semplici liste di risultati. Questo accade perchè l’argoritmo in alcuni casi trova sufficienti informazioni per fare un certo tipo di associazione ed in altri casi no. Se stessimo ipotizzando di stendere un piano editoriale ecco che il contenuto dovrebbe essere concepito in modo più ampio. La direzione per atterrare sul nostro sito non è un percorso lineare ma una traiettoria guidata da una strategia ardita.

Ammazza. Universale.

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