SEO le regole base del content-design per interfacce ottimizzate

Posted in Direct-Marketing by Tagged content-design, micro-formati, SEO, tassonomia

Per la serie “SEO for Dummies” ecco una bella guida illustrata, che mi aveva mandato Auke un po’ di tempo fa, sulle regole base del SEO che tutte le piattaforme dovrebbero adottare.
E’ molto divertente perchè è strutturata come se fosse un’intervista fatta dal robottino di SEOdmz al crawler di Google ed è pure a fumetti: persino con la mia capacità di concentrazione da pesce-rosso riesco a fruirla totalmente :)

I siti di ampie dimensioni e con una struttura complessa il ll’internal link, ovvero dare visibilità di contenuti pertinenti tra una sezione e l’altra, rischia di creare motli contenuti duplicati. Questo botta e risposta aiuta a gestire situazioni simili, quindi potremmo dire che è un “SEO for dummies per quelli che c’hanno siti grossi :D”

1) Decidere consapevolmente cosa debba essere indicizzato usando il robot.txt

2) decidere quali contenuti collegare a quali pagine considerando che esiste un ordine gerarchico dei contenuti. Una buona alberatura dei contenuti deve tener conto della rilevanza dei messaggi chge si vuole far trasparire.

3) basta poco per fuorviare i motori di ricerca: lo stesso link con dei parametri appesi differenti fa considerare la pagina come un contenuto duplicato. I contenuti duplicati penalizzano enormemente le pagine, bisogna differenz<iarle o utilizzare il canonicalization tag.

4) la link popularity dev’essere costruita naturalmente, indurre la creazione di link con strategie di affiliazione o altre poliche può non dare benefici o essere addirittura controproducente.

5) Una pagina è meglio che stia dove  è stata vista sin dall’inizio dai motori ma nel caso di ristrutturazione del sito o dei contenuti è meglio utlizzare un errore 301 e non altri metodi od errori.

6) In molti casi colleghiamo parte dei contenuti principali a box di differenti tipi e forme a seconda delle differenti pagine. Quando strutturiamo i contenuti e definiamo il piano editorialedi comunicazione digital, nei criteri tassonomici con cui definiamo i micro-formati che utilizzaremo, dobbiamo anche tener conto che non sempre è il caso di far vedere tutto ovunque. Meglio usare un no-follow e camiare il livello di visibility.

7) Quando un sito, soprattutto di e-Commerce, ha un catalogo particolarmente ricco si adottano tecniche di navigazione che possono minare il page-ranking. E’necessario pensare alla strutturazione dei contenuti con l’applicazione dei principi di pagerank culpting ma è anche necessartio prestare attenzione alla navigabilità. Nell’e-Commerce è vero che è importante l’acquisizione dei clienti ma lo sono anche ha conversione e il product-mix.

8) Unicità dei contenuti ed evitare le duplicazioni sono sempre il miglior modo per avere rislutati puliti (white-hat) anche se questo non necessariamente implica nè stressare nè abolire i differenti livelli di endorsement.

In estrema sintesi, attenzione alla rappresentazione dei contenuti in pagine multiple all’interno del nostro sito ed all’esterno: nonb tutto quel che va bene per le persone è adatto anche ai robot.

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