Social-commerce: il caso italiano del F-commerce

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Tutti parlano tanto di F-commerce (per chi non sapesse cos’è corra a leggere il post introduttivo) ma, in Italia, non lo fa ancora nessuno, anche se costa poco ed è facile.

L’Italia è uno dei paesi più conservatori (basti vedere i nostri attuali sedicenti “progressisti” che a innovazione e rivoluzione del sistema fan impallidire la DC, Andreotti e Forlani), questo ci ha garantito un sistema bancario non al collasso (di base dan soldi solo a chi li ha già, ops no basta anche un patrimonio immobiliare significativo) come gli altri paesei del sud Europa, ma, imprenditorialmente, è da sempre un tappo all’innovazione strutturale. Quella congiunturale ci piace, la botta di genio che costa poco buttar su, ma l’innovazione dei processi non la si fa mai per primi.

Ogni Boss chiede prima di vedere un business-case, e, spesso pure a raginone, non un business-case europeo o ‘mmmericano ma italiano. E qui parte il dilemma dell’iChicken o l’iEgg se nessuno parte per primo allora nessuno partirà mai?
E qui, agrande richiesta, la perla per i più fedeli lettori del blog a cui non era bastata la lista degli f-commerce di maggior successo del mondo.

Provare a trovare un business-case non è per niente facile: si trova sempre e solo Freddy la marca di moda gym quindi i casi son due: o c’hanno un ufficio stampa della madonna oppure FreeData, società di Valeria Severini (professoressa della Bocconi con cui ebbi occasione di lavorare qualche anno or sono ed è davvero una a posto), è davvero stata la prima a far un caso di successo.

E’ stato realizzato con un white-label di whishpot tecnologia provata un annetto fa con un evoluzione dell’app della wishlist sociale.

Se state chiedendo budget da investire per l’anno nuovo o siete stati previdenti e avete qualche rimasuglio nascosto in un cassetto da far fuori, correte a rubare screenshot http://www.facebook.com/freddy.sloungewear?sk=app_2456371452 e partite di presentazione. Se avete un sito con contenuti di prodotto esportabili (feed standard per i comparatori prezzo o i programmi di affiliazione con foto nomi descrizioni link etc) vi bastano ben meno di 10k.

Chiudiamo con il consiglio del grande esperto di f-commerce:

  • Il rapporto costo-beneficio è assicurato, sia che si usi wishpot o che si usi altre tecnologie app assimilabili.
  • Sconsiglio di reinventare la ruota e far sviluppare un’app ex-novo dal vostro cantinaro di fiducia.

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