Il futuro dell’e-commerce: l’evoluzione delle tecnologie.

Posted in E-Commerce, Innovazione by Tagged e-Commerce, futuro, gartner, strategia, trading

Il-Futuro-delle-piattaforme-tecnologie-e-Commerce

Un po’ di giorni or sono un collega, Alessio, dopo aver visto la presentazione di envisioning di Adobe mi ha chiesto cosa ne pensassi. Era rimasto sorpreso soprattutto dal fatto che Adobe sicura leader di un sacco di robe, CMS (dopo che ha comprato CQ5), Analytics (dopo che ha comprato Omniture) e tutto il comparto di grafica e ritocco multicanale, sull’e-commerce avesse una posizione molto meno aggressiva. “Va beh ma perchè sull’e-commerce vorranno fare giusto un pezzo di carrello e poi basta?

Secondo diversi, e anche secondo me, le piattaforme di e-commerce cosí come le conosciamo presto spariranno.
Sbem frasona da Solone, che di per se può non voler dire molto, e quindi cosa diventeranno? Partiamo da un post sulle tecnologie e-commerce che avevo fatto qualche mese fa e proviamo a rivederlo in ottica prospettica immaginando cosa succederà, che ne so, nel 2016.

Guardiamo la parte alta dei quadranti di gartner e capiamo gli stra-fighi dov’erano fino all’altro ieri (già dobbiamo capire anche un po’ l’heritage di una piattaforma perchè non basta attaccarci un altro Brand sopra perchè si integri magicamente da sola), dove sono e dove stanno andando:

  • ATG la prima vera piattaforma tra le sopravvissute del mercato è stata acquisita da Oracle.
  • IBM ha sempre avuto il suo Websphere che a diverso livello è finito per essere stato integrato con il
    l resto delle loro soluzioni ( anche con investimenti significativi sulla parte di middleware per l’integrazione di ambienti).
  • Hybris doveva essere comprata da SAP, pareva certo, poi non se ne è più fatto nulla , ma, per quanto il buon Roberto Lei sostenga il contrario, secondo me tra un po’ ci scappa una fusione/acquisizione.
  • Intershop è stata comprata da eBay.
  • Magento è stata comprata da eBay.
  • Per non farci mancare nulla c’è pure un buon Site Core per tutti gli amici di Bill Gates e gli appassionati di architetture Microsoft (che come sappiamo ha già una certa quantità di tecnologie per coprire dalla gestione documentale e di contenuti aziendali a ERP evoluti o light come AX).

Ma torniamo all’esempio fusione-con-Oracle. Un po’ di tempo fa accadde una cosa simile con Siebel, la piattaforma leader del CRM: “e’ una piattaforma troppo strutturata perchè possa integrata” dicevano alcuni “sparirà dopodomani” dicevano altri. In effetti adesso, dopo che le ultime aziende che avevano comprato Siebel stanno finendo di ammortizzare l’investimento,di Siebel non se ne sente praticamente più parlare è Oracle di nome e di fatto.
L’arco temporale in cui si ammortizza un software,si raggiunge la profittabilità dell’investimento e quindi lo si sostituisce, dipende molto dal costo della piattaforma e dai criteri per raggiungere il break-event, di solito si considerava un arco accettabile per un progetto di CRM circa 5 anni. Moltiplichi per due e poi butti via.

Il medesimo ciclo di vita di una piattaforma e-commerce è più breve, di circa 3 anni, per cui tra 6 ci saremo definitivamente dimenticati di cosa fosse ATG e tutte le altre piattaforme di e-commerce che saranno diventate dei moduli di ambienti molto più ampi.

La scelta sarà piuttosto lo voglio gestire internamente strutturando l’organizzazione o preferisco dare tutto fuori e lavarmene le mani?

Già adesso le società che hanno molto industrializzato la produzione di e-commerce, quelli che ti fanno un e-commerce con lo stampino e ti dan via il sito per nulla mangiando e marginando su un bundle di servizi a valore aggiunto poco trasparente, hanno teso a buttar via una parte considerevole del back-end delle piattaforme e-commerce per sfruttare le ben più strutturate funzionalità dell’ERP che si son comunque dovute trovare ad integrare per gestire anagrafiche e fatturazione, anche per gestire i prezzi dei listini dedicati e l’inventory.

Già adesso molti di quelli che devono fare automatizzazione delle campagne di marketing basate sul profilo utente non usano più il customer data-base della propria piattaforma ma tendono a usare, se son grandi il proprio CRM (vedi il già citato Siebel che comunque detiene tutti i criteri di riconoscimento del cliente ed il loyalty), se son piccole con poca capacità strategica di individuazione e definizione dei target (gente che definisce la segmentazione la differenza tra visitatore, registrato e cliente) allora preferiscono issare bandiera bianca e dare tutto in mano a qualcuno che ne capisce come quelli di Contact Lab o eCircle che mettono a disposizione tecnologia, modello di base e ti fanno pure girare n po’ l’aggeggio.

Beh provate ad astrarvi: se io ho già un aggeggio che conosce i clienti, li segmenta, gli spedisce le buste e fa le promo ed un altro che mi calcola prezzi, quantità, fa la fatturazione, la contabilità e mi gestisce o è integrato con le casse dei negozi, ha più senso aggiungerci il modulo commercio on-line o devo replicare 2/3 dei processi ?

Per cui tanto di quello che adesso è una piattaforma di e-commerce diventerà moduli evoluti dell’ERP per in trading e del CRM per il campaign.

Altra grossa novità prospettica sarà che:

Le integrazioni con i sistemi interni si ridurranno a configurazioni avanzate.

L’altro elemento saliente che adesso incide fortemente sull’implementazione di un progetto sono le integrazioni con le terze parti che stanno subendo un certo processo di trasformazione esse stesse:
– Perchè 10 banche diverse hanno 10 modi diversi di integrarsi se alla fine le informazioni necessarie per la gestione del pagamento son sempre le stesse e, addirittura molte delle quali per legge non Possono differire?
– Perchè 10 vettori diversi hanno 10 modi diversi di integrarsi se alla fine le informazioni necessarie per la gestione della consegna son sempre le stesse?

Su questo fronte, anche aiutati da associazioni come Netcomm (che sta già occupandosi di aggregare questo tipo di operatori con eventi come quello sull’e-payment), i diversi operatori stanno convergendo verso standard, certo non sarà immediato, ma l’integrazione con un vettore o una banca sarà un widget o un’api standard che corrisponde a un modulo pre-impostato n piattaforma.

Rimarrà fuori la parte di front-end e per quello ci sarà Adobe o altri player che penseranno a fare i carrozzieri e “pimperanno” macchine frutto di un processo molto più fordiano e industrializzato che artigianale come ora.

L’altra realtà saranno i servizi offerti da società come eBay, che sta trasformando radicalmente il proprio offering per dare ambienti plug and play facilmente integrabili con la piccola (basate su Magento) e media (basate su Intershop) industria fornendo soluzioni alla Demandware dove attacchi il bocchettone e hai un aggeggio che più o meni funziona in modo standard.

Tutto cambia, l’e-commerce cambia solo più velocemente:

  • Quindi più e-commerce per tutti ma meno e-commerce per le agenzie o i system-integrator che invece di reinventare (allo stato attuale necessariamente, bada bene, che se sottovaluti una qualunque di quelle integrazioni ti viene un bagno di sangue) la ruota tutte le volte attaccheranno degli aggeggi quasi plug-n-play.
  • L’e-commerce sarà sempre meno tecnologia e sempre più business-process e strategia commerciale.

Buona evoluzione.

Nel 2016 vorrai essere ancora in contatto con me per dirmi “cicca cicca non c’hai azzeccato un c@##é*” ? Segui gli aggiornamenti del blog su FB facendomi un piccolo like, a me fa molto piacere :)

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9 thoughts on “Il futuro dell’e-commerce: l’evoluzione delle tecnologie.
  1. Roberto Lei says:

    Caro Federico,
    ritengo il tuo esercizio “interessante”! e siccome mi chiami (“amichevolmente”) in causa, permettimi di condividere con te il seguente annuncio: “hybris Software ottiene un finanziamento da 30 milioni di dollari da Meritech, Greylock e Huntsman Gay” che puoi leggere seguendo il link: http://www.hybris.com/news-events/press-releases/130305-hybris-software-raises-30-million.
    Da qui si evince che la volontà di hybris è quella di sostenere la crescita in modo autonomo senza cedere ad eventuali altre tentazioni :-)
    Con amicizia,
    Roberto

    • Gasp says:

      Hahaha che onore il commento in diretta dal pregiato boss della piattaforma leader di mercato ! ma Prima o poi arriverà un’offerta che non potrete rifiutare :)

    • Gasp says:

      Ciao Roberto
      hummm son passati due mesi spaccati e leggo “SAP to Acquire hybris to Deliver Next-Generation Customer Experience” vuol dire che avevo guardato nella sfera di cristallo giusta?
      ciao
      Gasp

      http://www.hybris.com/it/news-events/press-releases/acquisition

      • Marco says:

        Ciao Federico,
        Aggiungo un altro fattore nella scelta della piattaforma di e-commerce da parte di un’azienda: il fattore “moda”! Mi riferisco soprattutto a Magento, che di recente sta spopolando fra le PMI (e non solo) e che è arrivato anche alle orecchie dei dirigenti della vecchia scuola che nemmeno usano le email, per collegarmi ad altri tuoi post.

        Concordo in pieno con te in merito al “reinventing the wheel”, troppo spesso si fa, a svantaggio di tutti alla fine.
        A mio avviso la soluzione è lo standard e un po’ ci si sta arrivando dal punto di vista tecnico.

        Riguardo all’imprevidibilità, talvolta, dei costi di integrazione, a mio parere quando si cerca di infilare un quadrato in un cerchio bisogna accorgersi di ciò che si sta facendo. Mi riferisco ai processi, che un’integrazione dell’e-commerce in una struttura esistente mette a nudo. Se gli stessi non sono già solidi ed adeguati, o se non si rivedono in caso contrario, ciò che si fa è proprio reinventare la ruota, col rischio di farla pure quadrata!

        Ciao,
        Marco

        • Gasp says:

          Magento va benissimo per le piccole aziende e pure per diverse di quelle medie, bisogna solo capire se lo si ritene strategico e serve per fare soldi (e quanti) o e’ solo un adiuvandum….

          Se lo si vuole fare bene, un e-commerce, bisogna comunque investirci e trasformando in primis i business process e poi di sicuro pure la piattaforma, nel caso di Magento forse piu’ di altre magari non il primo anno ma il secondo o il terzo o dopo il primo milione di euro di fatturato: per la serie “reinventing the wheel” ultimamente mi hanno chiesto di fare un progetto CMS usando Magento perche’ “tanto mi hanno detto che ci si fa tutto”

          • Marco says:

            Concordo su quanto affermi. Riguardo a Magento… poteva andarti peggio, ti potevano dire “Lo usa anche mio nipote ed è gratis”!! :)

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