Crisi? e non avete ancora visto i numeri Nielsen sugli investimenti pubblicitari

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Un blog non molto seguito (che nonostante la potenza del sole 24 ore immagino non abbia molti più lettori del gasparotto.biz) ma carino è
http://danielelepido.blog.ilsole24ore.com/i-bastioni-di-orione/2011/10/pubblicitari-in-fuga.html, figuatevi la sorpresa quando ho visto un articolo interessantissimo con l’intervista a un vecchio amico veneto il mitico Marco Girelli, che oltre al Digital, tanta pubblicità ha visto passare sotto i ponti.

In estrema sintensi, analizzando il comprtamento e rielaborando in modo “parlandte” dati ufficiali Nielsen di alcuni key-player del mercato pubblicitario da Procter & Gamble -20% a Barilla -19%, da Lactis-Parmalat -21% a Heineken +42% (già perchè in tempi di crisi la gente non esce più a fare aperitivi e li fa in casa triplicando consumi di patatine e birre), da Unilever -18% a Kraft -3%, il mago G. prevede che il mercato pubblicitario in Italia se la passerà veramente male.
L’immagine in testata è eloquente ed agghiacciante al contempo, ridatele un’occhiata, vi esorto: gli investitori stranieri non investono più in Italia e, siccome di grandi brand italiani ormai non ne abbiamo praticamente più, da quando abbiamo iniziato a svendere l’IRI fino a Parmalat, praticamente non investe più nessuno.
Si perchè conviene di gran lungha investire nei mercati emergenti che nella sbilenca Italia, peggiore tra i mercati Europei: se pensate che fino ad ora ci sia stata crisi, provate a vedere i prossimi 14 mesi.

Alcuni giorni or sono ho visto delle proiezioni di McKinsey l’investimento medio sull’ATL dovrebbe calare delle Big in Italia nel 2012 del 14% e naturalmente poche delle areee dio crescita sono tutte legate al Digital.
Poi dovremmo anche capire dell’ATL quanto bartering abbia e come debba essere pesato rispetto al conteggio degli investimenti, cosa che nel digital non c’è… da che mi risulti Google non accetta ancora le girelli in cambio delle keyword o Yahoo lattine inncambio dei banner.

Se si vuole raggranellare quel po’ di investimenti che rimangono, secondo me, è proporre qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo.
Le agenzie pubblicitarie hanno necessità di ampliare le proprie vedute e diventare un po’ più strategiche.

Due messaggi per gli amici delle agenzie ATL:
1) è il momento di evolvere business modell, di cambiare mix, di aggiungere più digital e di far evolvere il modello strategico con una sana integrazione multicanale,
2) se fate il funto uno trarrete due benefici,:
2.1) vincete le gare e fate vendere i vostri clienti,
2.2) siccome la contrazione di un mercato va di pari passo con la concetrazione dell’offerta (chiusura e/o crasi di agenzie) almeno avete un po’ di digital nel cv quando dovrete riciclarvi, tra poco.

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