Nel 2018 il 25% dell’Advertising sarà Digitale e il 10-13% sarà automatizzato
(con Real-Time-Bidding, Retargeting…).

Posted in Digital, Direct-Marketing, Marketing, ROI by Tagged campagna, cpc, futuro, m-commerce, mobile, on-line adv, strategia

Ok a settmebre, quando i manager stanno facendo il budget, parte la bagarre delle dichiarazioni di inizio anno di tutte le agenzie e i vari consulenti. Serve per l’awareness B2B del proprio brand.
Tutti sparano numeri e cercano di impressionare, e ogni tanto ci riescono pure :) Poi riguardando i numeri guardi un attimo e dici “so what?” e l’interesse appare relativo.

Se ne leggi un’altro dopo due giorni e un altro ancora e le l’immagine si chiarisce. Incrociando ed elaborando qualche fonte come: emarketer.com,techcrunch.com e un’intervista a Martin Sorrell (WPP) ho cercato di dare un’interpretazione un po’ più tonda al trend. Fiato alle trombe:

L’advertising tradizionale appassisce man mano sempre più, cresce il digitale, anche grazie alla spinta del mobile, ma, soprattutto sarà automatizzato.

Vediamo i punti più interessanti:

1) eMarketer dichiara che già da quest’anno un quinto del display sarà automatizzato

Real-time-bidding-spending-2012-2017-mobile-internet-display-adv-advertising-spending-display

Quindi un Real-Time-Bidding che spinge ma che è coadiuvato dall’adv di Facebook, il Retargeting e le keyword.

Il buon vecchio Display se lo possono permettere sempre in meno e l’awareness fine a se stesso, senza target di riferimento è di interesse man mano minore. Troppo dispersivo.

Certo se riesci a far vedere quel che ti serve a chi ti interessa diventa abbastanza piu’ interessante.

2) Techcrunch il 22% dello spending adv sarà digitale

ad-spending

ZenithOptimedia sostiene che la crescita del mobile nell’ultimo anno e’ stata del 77% nel 2013, sara’ del 56% nel 2014 e del 48% nel 2015.

3) Niente popò di meno che Sir Sorrell di WPP si aspetta di pagarsi il 50% dello stipendio (lauto) con adv automatizzato

Certo sara’ guidata da tablet e smartphones ma la crescita sara’ del 10%, che in un periodo di crisi non e’ poi male. E in quel 10% verra’ fatta la parte del leone dai media automatizzati.

poiezioni-investimenti-media-advertising-on-line-futuro

Anche perche’ se dovesse puntare su radio e stampa se la passerebbe maluccio e gli toccherebbe abbassare il suo tenore di vista.

Tra le varie previsioni quella che mi convince di meno di tutta la pletora di grafici e’la previsione che la Tv rimarra’ invariata. Puff, crollo se dovessi scommettere una lira, altro che un 1% in piu’.

Questa e’ la global picture della marketing automation ma in Italia?

I dati proiettano soprattutto i trend d’oltre oceano e cercano di aggregare i mercati più interessanti capeggiati dall’Asia e che spingono l’Italia in coda alla classifica anche perchè nel bel paese:

  • Mah ci sono i piccoli che farebbero qualunque cosa pur di provare il brivido del RTB, anche buttar via tutto il proprio budget media residuo, ignari del fatto che spendere meno di € 20 K e’ come buttarli al vento.
  • i grandi sono ancora belli rintronati, e’ tanto se switchano un po’ del loro budget in digita, figurarsi se arrivano all’automatizzazione, tanto piu’ che un minimo di conoscenza del target la bisognerebbe avere e di solito il lavoro sul customer viene relgato alla pivotteria spinta di quattro stagisti che poi il management trascura.
  • La cosa piu’ triste nello scenario sono pero’ le agenzie che, magari han fatto un bel pieno di rocketfuel ma non sanno come usarla…

Il mondo cambia, il futuro bussa alle porte e le uniche cosa che possiamo fare per cavalcarlo sono:

  • essere consapevoli che arriva
  • essere pronti ad evolvere e provare
  • studiare un botto per capire che sta per succedere

Buona automatizzazione a tutti.

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3 thoughts on “Nel 2018 il 25% dell’Advertising sarà Digitale e il 10-13% sarà automatizzato
(con Real-Time-Bidding, Retargeting…).
  1. Gasp says:

    Riporto il commento fatto su FaceBook di Daniele:
    “Solo 2 suggestioni, che spero possano servire per eventuali aggiornamenti: nel post distingui RTB, Retargeting, Facebook (e ovviamente ci metti dentro il kw). Ma il 90% del retargeting è acquistato in RTB, in RTB è acqustato anche il fb retargeting, e con il search retargeting siamo a un altro utilizzo dell’RTB integrato con le keyword. Alla fine è l’RTB che comanda, anzi mi spingo oltre: è il programmatic buying che comanda, perché al netto dell’RTB ci sono i private deal, siano essi a delivery garantita o meno, e tutto va sotto il cappello del programmatico.”
    e la mia risposta:
    “Si Daniele volevo scrivere un pst solo sull’RTB a breve in cui descrivere le dinamiche (o almeno la mia comprensione) rispetto al quale questo è introduttivo per cui definisco la dimensione del mercato. Daniele Costenaro lo scriviamo insieme?”
    Allora presto su questi canali un post sul programmatic buying a firma congiunta :)

  2. Roberto says:

    Ciao Fede,

    con i canali automatizzati ci lavoro e mi portano buone vendite, tutto bene. Però, questa crescente automatizzazione sposta il controllo del canale di marketing online verso il fornitore del servizio.
    Il cliente (l’azienda), se prima aveva fatto fatica a costruirsi in casa le competenze per far girare alla perfezione per esempio il SEM, ora si trova con le campagne di Product Listing Ads di Google, che fanno quasi tutto da sole. Se le campagne classiche andavano male, se ero bravo trovavo subito la causa. Con la nuova formula, faccio più fatica a capire perché ed ho meno leve su cui intervenire. In sintesi, non saprò mai come realmente funziona la macchina automatica, tanto meno se la potenziale inefficienza è colpa dei miei limiti nel gestire il canale o del motore automatico che forse così tanto bene non va. Poi ovviamente di contro ho meno costi operativi, etc. ma il punto rimane.

    In sintesi, si perde trasparenza. Paranoia? :-)

    Ciao

    Roberto

    • Michele says:

      Ciao Roberto,

      Io lavoro ultimamente solo con RTB e a parer mio dipende dal livello di expertise e dal setup, che hai voglia/possibilità di costruire.

      Se fai outsourcing di retargeting e retargeting FBX ad un provider esterno come Criteo, Sociomantic, Smartpixel di Google (che in parte puoi gestire ma che come ben noti fa tutto da solo)… beh allora hai ragione. Ma stai solo facendo outsorcing di retargeting, non sfruttando programmatic buying.

      La forza del RTB sta proprio nel fatto che ti puoi allacciare direttamente ad una Demand Side Platform e fare tutto quello che questi providers fanno per te da solo con la massima trasparenza. Unici scogli sono la scala economica (grande) e per la maggior parte delle merceologie una dynamic bannering solution (se vuoi internalizzare il retargeting).

      A mio modo di vedere si sta traslando il ruolo del trafficker dal sale’s side (publisher) al advertising’s side. Prima chi comprava display con i “cocktail deals” poteva ottimizzare solo pochissime linee (creatività,CTR, eCPM, e network), e molto potere era in mano al publsher. Oggi con una DSP (Turn, AppNexus, DBM di Google) puoi ottimizzare tutte le linee da solo con massima trasparenza. Fare retargeting e prospecting.

      Inoltre, non ancora molto comuni, i preferred deals offrono davvero molta più trasparenza e la possibilità di comprare premium inventory cercando di non perdere totalmente l’ottica performance.

      E’ una nuova tecnologia, come era AdWords 15 anni fa, oggi su search trovi già molte best practices e molta gente esperta, su RTB si sta ancora cercando la “chiave”, ma per me la trasparenza è uno dei suoi punti di forza.

      Cordialmente

      Michele

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