Supereroi che nascondono il mantello: Flash (ovvero: botta e risposta semiserio tra un designer ed un manager).

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Un dei migliori di sempre con cui abbia lavorato è Marco Botti, matto come un cavallo, bravissimo con una serie di punti di vista diametralmente opposti ai miei. Ma lo rispetto un sacco e, anzi, mi fa picere pure quando mi rintuzza. Con certi interlocutori il contradditorio ne guadagna.

Affezionato lettore del blog dello zio Gasp mi ha poposto di fare un post a quattro mani su un tema a lui particolarmente caro : Flash!

Iniziamo con le schede introduttive dei due contendenti e poi via al Botti-e-risposta.

Marco Botti

  • Marco Botti

  • E’ un designer, grafico e creativo freelance: ovviamente nel tempo libero lasciato dall’arrampicata ed il surf.
  • In evoluzione distratta dal trotzkismo, è soprattutto amante delle guance della sua bella fidanzata scrittrice e della sua chitarra.
  • Mac user da sempre (come da clichè), colleziona font, punti di sutura sulla pelle e fatture non pagate.
  • Non possiede cravatte ma conta 22 camicie checked e 57 tshirts vintage di gloriosi brand acquatici.
  • E ascolta Piers Faccini e i Kinks, tra l’altro.
  • E’ dalla parte del supereroe che ha i suoi potentissimi nemici.
  • Colonna sonora:

VS.

Federico Gasparotto

  • Federico Gasparotto:

  • Soprattutto venale passa di azienda in azienda per raggranellare quei trenta denari ma alla fine (riprova che non ha ancora venduto tutta l’anima al diavolo?) facendo sempre qualcosa che gli piace.
  • Nel tempo libero nuota nello sbagliato schivando conversazioni noiose in locali che ci pretendono, bici, light trekking, un po’ di palestra e Starcraft.
  • Le camice son tutte bianche o azzurre e ha diverse decine di cravatte. Quelle piuttosto simili a guinzagli.
  • Ascolta tutto purchè abbia un po’ di verve da Beethoven ai Metallica.
  • E’ uno dei super-cattivi con le tasche piene di kriptonite.
  • Colonna sonora

“Ma ti pare le gif animate? Quel che si vede si vende oppure no”… Il designer domanda, il manager risponde.

MB: “Capitano Gasp, eccomi! Allora…Flash, il demone… Siamo in Italia, per ora rimaniamo qui. Per ora. Pare che la percentuale di navigazione su iPhone ed IPad nel belpaese sia ad oggi (in totale tra i due bei gingilli) non superiore al 1,2% sul totale del. Il nostro è un demone sfigato, non dovrebbe fare così tanta paura, che dici?”

FG: “Compagno Botti, ho scoperto Flash nella versione 1.2 tipo 14 anni or sono da quella santa donna che mi insegnò tutto quel che so di grafica, Giulia Gasperini. Allora era veramente innovativo, introduceva concetti per allora inpensati. Ma poi ha avuto così tanto successo che son diventati i nuovi paradigmi adottati da linguaggi interpertati che hanno il vantaggio di essere standard ed aperti, come l’html 5.
Di flash ci rimangono soprattutto gli svantaggi:

  • Niente SEO manco a pagarlo oro … o triplicando gli sforzi di realizzazione.
  • Sono oggetti chiusi senza che trattengono in se i contenuti … a ben vedere un ossimoro rispetto alla filosofia che ha determinato il successo del www
  • Se mi tiri in ballo il mobile attenzione che gli accessi mi risluta siano molto maggiori, tanto che in 4 anni i tablet avranno soppiantato i notrebook.

    e
    tablet sales forecast 2015

MB: “Steve Jobs ormai è buonanima. Onore alle sue idee e cocciutaggini, davvero. Lasciamo stare quindi i perché ed i percome – più o meno commerciali – Flash non giri sui device mobile della mela. Parliamo della centralità dell’open source: Java Script e Html5 vs Action Script? a me pare che nasca prima l’uovo JavaScript della gallina (dalle uova d’oro) Action Script. Poi AS divenne a sua volta uovo e gallina e non mi pare sia stato mai così dispendioso smanettare con. E un sacco di persone (aggiungo: professionisti GENIALI che hanno sperimentato e studiato e sudato ed immaginato con le timeline e fotogrammi chiave e nidificazioni e tween e compaginabella) ora sono più nel’incazzo che nell’impasse. Che dici?”

FG: Ops non avevo letto ilo tuo secondo punto e ho già in parte risposto prima, anyway il trend, pure questo, dettato dal compianto pare confermato tanto che pure Android, il robottino mangia mele, pare stia iniziando a schierarsi contro il tuo supereroe preferito… Mashable: ‘docet Ice Cream Sandwich Doesn’t Have Flash Support (For Now)?

MB: “Ti metto sul piatto una gif animata. Sbarazzina e civettuola. Sia chiaro: Anch’io amo l’estetica modernista, moderatamente ed elegantemente vintage (odio però tutto ciò che è Arcade). Ma: che regressione della qualità dei layout, delle esperienze interattive, delle possibilità di: abbandono del praticamente tutto e lightweight. Se offro una user-esperienza che si basa su affabulazione, racconto, accattivante, centrale sull’utente e sul suo nervo ottico e timpano e sul suo emisfero sensibile e giocoso e cazzaro, vendo meglio. Oggi metto una commessa necessariamente molto figa (con le immagini si può far tanto, ma non tutto) in foto cartonata e che muove il braccino come il big jim o al massimo ti fa l’occhiolino (la gif animata) solo per UN cliente su CENTO,  o ne scelgo una altrettanto figa, più affascinate, intrigante, parlante, fasciante, smooth, meno costosa e dall’approccio consolidato, necessariamente più giovane o che può cambiare la sua età in funzione della mia, che me la racconta senza tediarmi o appesantirmi, affabulatoria quando serve, che si muove attorno ai miei ormoni e costa pure meno (molto meno), per i restanti 99 homus webbandi? (Sintesi: perché essere a tutti i costi più brutti e basic, per così pochi? se puoi i pochi pagano profumatamente, questo è un tema da Cavalieri, non da gente di mare come noi)

FG: Oddio flash è più carino ma sicuramente è stato abustao in passato e quando ce n’è troppo per troppo tempo, si finisce per ottenere una reazione uguale e contraria (come il buon Silvio ci può raccontare).
Poi ricordiamoci tutti i casini che vengon fuori ogni volta che devi cambiare un banner flash nei programmi di affiliazione: alcuni di costringono a fare il re-deploy di tutto passando per la nordica casa madre.
Con la Gif? Basta un ftp e taaac campagna aggiornata.

MA: ” Sale grosso e salefino. Ti faccio tre esempi: 1: Campagna Gucci dello shopping nel video (che non è perfetta ma l’idea c’era e c’è); Campagna Magnum Pleasure Hunt; Panetteria Majello. Ce ne sarebbero tantissime altre. Coraggio o normale prosecuzione nella ricerca di idee di advertsing e di esperienze di shopping? ”

FG: Beh questa o è captazio bella e buona o è una tattica infida… Citare le mie tre campagne preferite degli ultimi tre mesi non mi intenerirà (mi fa piacere notare che segui i post, bravo giovine)….
Quelle sono opere d’arte, come le statue di Mario Merz Michelangelo Pistoletto, il risultato prescinde dal materiale.
Ma tranne in casi eccezionali un giornale vecchio è utile per incartare salumi e uno straccio per lucidar per terra.
Mettiamola così “meno flash ma meglio”

MB: “Ora ti chiedo una cosa: quanto costa per il cliente spingere ad abbandonare Flash? Secondo me tantissimo. Ma: sono molto felici da un po’ di tempo a questa parte fotografi e videomaker, notoriamente categorie di poverelli, come i dentisti. Google per la realizzazione del doodle per la Gibson in html5 ha speso CERTAMENTE 20 volte tanto che se l’avesse fatto sviluppare in flash da uno studente alla seconda settimana di “Università BDesign Studio” (perché data la semplicità tecnica del doodle sarebbe stato in grado di occuparsene)”

FG: “C’è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti.” (Henry Ford)
Certo c’è una fase iniziale in cui l’adozione è più costosa ma poi ci si inventano dei trucchetti, cambiano i paradigmi, si industrializza e tutto sembra meno drammatico.

MB: “Battaglie navali. Il demone ha un (falso) nemico storico: il SEO. Ora che la nuvola social fa da sè(o) generando traffico/acquisti/fidelizzazione eccetera, tutta questa storiaccia che va avanti dal 1993 crolla…Perché: non pensi che contenuti fatti col Demone che spingano l’acceleratore sull’interazione/animazione/scardinamento di cose/”inaspettatezza”/infigamento/intrigazione/condivisione siano “la morte sua” per il social? Genero interesse ergo entusiasmo ergo rumore ergo traffico ergo vendite. Gli AD sono felici di tutto cio (99 su 100). I video e le foto si commentano o “sharano” ebbasta. Che palle: quelli più svegli (che poi fanno gli scontrini più alti (aspetto smentita), già si stanno annoiando). Se mi annoio compro meno. O no? Se posso avere – col demone – la possibilità IMMEDIATA di uscire con la commessa/o (e non solo farmi fare l’occhiolino), i più disposti sono felici. Ed escono il dinaro.”

FG: Il falsh è dannoso per il SEo e basta, nel social è rischioso integrare troppi flash perchè non puoi sapere se ci si infileranno in modo fraudolento robe strane dopo una prima approvazione.
Non è necessario flash per divertirsi, le app più famose probabilmente non lo sfruttano.

MB: “Professionalità e smanettoni. No flash o altre tecnologie EVOLUTE=si alla TEMPLATIZZAZIONE del mondo. Mi si crepa il cuore e piango, ma grosse e grandi lacrime copiose e sdegnose. Tutto a tutti ma tutto peggio. Per UN (facciamo due, va non siamo tirchi) essere navigante e comprante su cento si emargina (come uso comune ormai di agenzie, consulenti, manager, creativi – sedicenti – PECORONI: se non mi avvalli questa considerazione ti abbasso i punti stima) Flash nel cantone delle cose umbratili, oscure, non MODERNE! Per contro et conseguenza, si assiste (ah il mio povero cuore…) ad un proliferare di templates, temi, temuzzi, plugin prugni, piattaforme di tutti i tipi per tuttecose, moduli, snippets, widgets. Questo è cosa buona e giusta per l’utente web fanciullino e incuriosito che vuole il suo wharoliano attimo di esposizione, con l’idea immaginaria e SIMPATICA della personalizzazione (ma già basterebbero ed avanzerebbero le tante e molteplici possibilità di personal page/blog/cortile/cassetto/museo/alcova sui social). Ma: AZIENDE e PRO??? Ma ti pare che AZIENDE dai fatturati ciclopici e PROFESSIONISTI facciano fare le loro cosine e cosone online usando customizzazioni (sgamabilissime e spesso davvero minime) di .zip scaricabili anche dalla sicura Marisa? Ed i PROFESSIONISTI progettisti del web: ormai TANTISSIMI operatori miei colleghi (cambierei mestiere…), per sto fatto di “usare per forza opensource e “chessivedasull’Ipad” fanno solo i parrucchieri di templates. Evviva. Così si fanno morire le idee (che sai meglio di me son quelle che fanno vendere). Ti faccio l’esempio di un noto (notissimo) designer e opinion leader italiano che aveva uno stupendo sito full-flash progettato benissimo ad hoc dal foglio bianco (con annesso blog in html5), che ha abbandonato per un sito nuovo che altro non è che un template per WordPress a gif animate. Adesso lo vedono sui retina display, ma che tristezza e…alla faccia della demagogia sul progetto globale!”

FG: Compagno Botti, mi sa che hai lo stesso problema della sinistra italiana: sei troppo conservatore.
Panta rei, tutto cambia soprattutto i business model!
Quando gente brava si affeziona troppo a un metodo di lavoro, finisce per diventare gente che una volta era brava.
Nel mio piccolo cerco di imparare qualcosa di nuovo ogni giorno e di sperimentare nuove soluzioni almeno una volta al mese, di uscire dala mia “zona di confrot” (come dicono quelli delle risorse umane agli impiegatin che vogliono licenziare).

MB: “Uff. Faticosa sta cosa… Ognuno si vende e vuol vendere, ed è sempre stato così. Pure a (e da molto prima di) Pompei prima dell’eruzione (che fa eco con gli incendi nelle web-fattorie di arezzo, pure). Perché rinunciare, per scemotta convenzione e convinzione cui quasi tutti si marsalano – insospettabili gran teste pensanti incluse – , a vendere di più con più intelligenza e contenuti/possibilità/features intriganti e marketing-efficacissime enza rinunciare a nulla di quello che ci sta attorno nell nuvola? Non serve davvero a nulla, ad oggi, a mio avviso. Il demone è proprio un diavoletto sfigato…Come direbbe Crozza/Bersani: “Oh ragazzi, siam pazzi? Non è che per piastrellare il bagno usi le sottilette.” Ti lascio, ti abbraccio: Hasta la resolucion sempre! :) ”

FG: Ammazza, amico mio, quanto hai scritto :)

PS di MB: Le App ce ne vorrà ancora parecchio prima che sostituiscano la navigazione web. Le App bevono ben più batteria dei nostri gioellini di Cupertino (e pesano, un tanto al chilo in megabytes) moooolto di più di qualsiasi swf ben pensato e realizzato. Ap-punto.

PS di FG: Fratello si vede che ci ho messo un po’ troppo a risponderti… non son manco più un manager, ho fatto in tempo a toranre uno sporco consulente (e Berlusca ha ceduto il passo a Monti) :P

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2 thoughts on “Supereroi che nascondono il mantello: Flash (ovvero: botta e risposta semiserio tra un designer ed un manager).
  1. paolo says:

    ciao gasp
    per rimanere sull’argomento ciclismo volevo congratularmi per la bella prestazione all’amstel.

    http://www.gazzetta.it/Ciclismo/15-04-2012/amstel-gol-race-9-attacco-live-ci-prova-anche-stortoni-91933536491.shtml

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