Che differenza c’è tra un e-Commerce e un Market-Place?

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Uno dei più importanti trend dei prossimi anni sono i Market-Place: sia che si voglia investire sull’estero nei mercati emergenti come Cina e Russia, che si vogliano lanciare prodotti particolari e personalizzati, sia che si sia una boutique.

Perchè saranno importanti i Market-Place

Se guardiamo nella sfera di cristallo e proviamo a immaginarci quale sarà il futuro del commercio, è facile immaginare come il ruolo del negozio si stia trasformando in un logo dove la decisione d’acquisto non viene presa ma dove si conclude il percorso d’acquisto o dove si vive una fase più esperienziale.

Proprio per questo il ruolo stesso del commerciante cambierà sempre più e anche i piccoli commercianti e le piccole catene, o meglio quelli che sopravviveranno alla moria di questi anni spazzati via dalla crisi, si evolveranno per comunicare in ogni momento con il proprio cliente, farsi trovare, valorizzare la propria offerta.

Insomma tutti, anche i medi, i piccoli ed i piccolissimi diventeranno multicanale. Ma per farlo avranno bisogno di tool semplici nell’utilizzo e che permettano l’accesso ad ampli bacini di web-user.

Ed è proprio questo il bello del Market-Place: tanti piccoli possono ridefinirsi in una realtà enorme con una forza irraggiungibile da un unico soggetto. Se poi un illuminato ci infila pure una value proprosition come si deve si rischia pure di far innamorare il cliente.

Che differenza c’è tra un e-Commerce e un Market-Place?

Proprio per questo tanti tra i clienti reatil più illuminati vogliono capire come presidiare il canale e diversi clienti investitori stanno pensando di crearne ex-novo vogliono capire meglio come funzionino i Market-Place e le dinamiche che ne governano i processi.

Partiamo dal primo grande concetto di base: la governance di un MarketPlace è incredibilmente più onerosa e difficile di un e-commerce perchè presuppone di gestire la complessità di processi many-to-many anzichè one-to-many:

  • Un e-commerce si basa sulla gestione di un magazzino o di pochi magazzini, magari super-specializzati, che alimentano in cross-docking, dell’ottimizzazione degli acquisti, della rotazione della merce e dei prezzi di vendita da parte di un team di specialisti bravi a vendere.
  • Un Market-Place aggrega tantissimi mercahnt autonomi che restano i titolari dello stock, delle strategie commerciali e di buona parte della transazione, un Market-Place non è attore del processo ma abilitatore del processo, non agisce ma gestisce.

Quali sono i le 5 questioni cruciali per Un market-Place?

  • 1) I Merchant sono tanti, milioni di milioni … e noi dobbiamo riuscire a prendere contatto con loro, gestire la relazione ed aiutarli a trasformare il business. Tutti quelli che in Italia ci hanno provato con scarsissimo successo sino ad ora hanno fallito proprio a causa di una debole relazione con il cliente.
     
  • 2) La gestione dell’ordine implica una serie di passaggi ben precisi: comunicare la disponibilità dei prodotti, ricevere l’ordine, attivare la consegna, etc… immaginate che ci siano 3.000 merchant con 3.000 gestionali diversi e ognuno con il suo corriere, uno più sgrauso dell’altro. 3.000 schegge impazzite che non si dimenticano di aggiornare la giacenza in magazzino e così via. Tutti quelli che hanno provato a gestire ordini in forwar-order da II parti sanno quanto inefficiente sia, provate ad elevarlo all’ennesima potenza.
    Un Market-Place si definisce sulla definizione ed il rispetto di standard di integrazione e qualitativi.
     
  • 3) La piattaforma deve supportare processi B2B2C che vanno concepiti ex-novo in base al business-model disegnato ed al tipo di relazione disegnata con il merchant.
    Amazon addirittura ha realizzato una specie di piccolo gestionale che da semi-gratuitamente ai merchant per permettergli di gestire i propri processi, altri fanno corsi d’aula per gestire l’integrazione, i più scarsi affidano (vedi punto 1) dicono ci penserà il merchant…
     
  • 4) Gestire le controversie quando non si è i titolari della transazione commerciale è tutt’altro che semplice: il cliente sostiene di essere truffato e di rivolere indietro i soldi, il merchant sostiene che il cliente sia un truffatore e di non voler ridar indietro un ghello: come la gestite?
     
  • 5) Traffico, traffico, traffico…. Tutto il gioco sta naturalmente in piedi se riuscite a portare un numero di clienti sufficenti da far fare soldi a tutti, e più la value proprosition si discosta dal banale meno facile è.
     

Volete fare un marketplace? Ignorate i casi di successo!

  • eBay è il primo grande Market-Place al mondo così grande che si sta trasformando comprando alcune tra le più diffuse piattaforme e-Commerce al mondo per diventare il primo leader mondiale del comparto,
  • Amazon dopo essere diventato il sito più grande di e-comemrce ha capito che si poteva espandere solo aggiungendo il modello aggiuntivo di marketplace,
  • Ozon è l’unico mezzo per coprire uno dei mercati più importanti del mondo, la russia, risolvendo le issue di pagamenti e logistiche, da sempre barriere invalicabilie,
  • Tao-Bao è così grande che spazzò via eBay dalla Cina e ha conquistato tutto l’oriente. roba da qualche miliardo…

Son tutti modelli troppo grandi per essere presi ad esempio da chi vuole provare a creare un nuovo MarketPlace. Teniamoli a mente per il livello di servizio ma inventiamoci un nostro modello, semplice e smart.

Volete fare soldi con la vostra strategia e-Wholesale? Ignorate le regole.

Come ci raccontava il poliedrico Giovanni Cappellotto patron del be-wzard, chi vuole usarli per ampliare il proprio bacino di vendite, invece, fa bene a:

  • attivare tutti i canali possibili immaginabili;
  • automatizzare le estrazioni e la manutenzione delle informazioni di prodotto;
  • calcolare il costo di acquisizione del cliente digitale medio e compararlo con i costi di commissioni dei market-palce, anche se sono salati alla fine della fiera potrebbe saltar fuori che alla fine della fiera ci potrebbe convenire (anche se io quelli di pay-pal li odio proprio);
  • essere spregiudicati! Anche se molte delle policy prevedono che si eviti in tutti i modi di provare a trasformare il cliente del market-palce in un proprio cliente vale la pena provarci, con e-mail o, se si ha solo il telefono, con un bel voucher con la scusa di un periodo di extra-care per la nuova clientela. Perchè alla fine un cliente esistente da riattivare è sempre più redditizio di un cliente nuovo da acquisire.

Buon Market-place a tutti.

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One thought on “Che differenza c’è tra un e-Commerce e un Market-Place?
  1. Giovanni says:

    Federico, mi diresti per cortesia quale è la piattaforma open source migliore per iniziare con un marketplace? E’ sempre magento o si usa qualche altro prodotto.

    Complimenti per i tuoi articoli.

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